PRIMA DI SCRIVERE BESTIALITA' BISOGNEREBBE ALMENO INFORMARSI, SE NON SI HA STUDIATO A SCUOLA

L’edizione web di domenica otto febbraio del quotidiano Il Giornale contiene un disgustoso articolo su un’iniziativa – tenutasi a Bologna, e organizzata da Opposizione Studentesca d’Alternativa e da Cambiare Rotta, le organizzazioni giovanili della Rete dei Comunisti – sul fenomeno delle cosiddette “foibe”.

A firmare l'articolo in questione è, ça va sans dire, la arcinota agit/prop Francesca Galici, che – come è suo costume – non perde occasione per scrivere una lunga serie di falsità, dimostrando di avere grossi problemi di conoscenza degli avvenimenti storici e di esprimersi soltanto per slogan.

La giornalista sostiene di stupirsi per il fatto che, a proporre una lettura – alternativa a quella dominante – dei fatti sul confine orientale, «siano i giovani e i giovanissimi, carenti di spirito critico ma indottrinati per portare avanti teorie come quella che nega la gravità delle foibe».

La giornalista– le cui parole valgono meno di zero, visto che è ampiamente dimostrata la sua completa incapacità di svolgere, con obiettività, quello che lei considera il proprio mestiere – rovescia completamente gli avvenimenti, addebitando ai partigiani jugoslavi agli ordini del maresciallo Josip Broz detto Tito un inesistente «disegno di pulizia etnica a danno degli italiani».

Peccato per lei che, ancora oggi, sono tantissimi gli italiani a risiedere nelle zone dalle quali – secondo la narrazione della destra radicale e fascista – furono cacciati “per il solo fatto di essere italiani”, e nessuno si è mai sognato nemmeno lontanamente di metterne in pericolo l’esistenza.

Questo fatto, da solo, dimostra che la stragrande maggioranza di chi ha abbandonato il suolo jugoslavo a termine della seconda guerra mondiale, per tornare in Italia, lo ha fatto perché colluso con il regime fascista, autore di orrendi crimini – compresa l’ideazione dell’utilizzo delle cavità naturali presenti sul terreno per eliminare i partigiani e gli oppositori in genere – per i quali temeva di essere chiamata a rispondere per la sua qualità di collaborazionista.

 

Bosio (Al), 10 febbraio 2026

Stefano Ghio - Proletari Comunisti Alessandria/Genova

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